sabato 9 aprile 2011

Eucalipto bus

07.04.2011

Non c’è molto da scrivere quando si parla coi vivi piuttosto che coi morti. C’era da aspettarselo che prima o poi i contatti col mondo si sarebbero intensificati, in fondo frequento pur sempre l’università e ho pur sempre vent’anni. In realtà questi giorni Berlino sa di menta, sarà che gli autobus mattutini sanno ancora di dentifricio, sarà che il tempo è ballerino e il vento sembra tirare una sferzata proprio di quelle all’eucalipto. Di tombe in giro ne vedo poche, vestigia del passato ancor meno – la mia università è in perfetto stile americano, supermoderna e con un vago aspetto ospedaliero – e il vento all’eucalipto porta via quei pochi pensieri che mi vengono in mente. Così ho pensato di andare a trovare Kleist domani di buon mattino, anche perché la settimana prossima comincerò un corso su di lui. Fare la sua conoscenza mi riporterà sui sentieri della storia, che in questi giorni mi sembra di aver interrotto, complice Berlino. A volte devo pensare a Macerata, per tornare coi piedi ben piantati nel tempo.
E’ possibile perdersi senza perdere l’orientamento? Mann ci ha insegnato la perdita malsana di orientamento temporale porta alle soglie  della morte e alla perdizione. O, si dovrebbe dire, della piena padronanza di sé?

Stamattina penso di essermi persa, e non solo spazialmente o temporalmente. Semplicemente ho avuto un momento di spaesamento tale da non ricordarmi perché ero a Dahlem e non a Krumme Lanke, dove mi aspettava l’autobus verso casa, ammesso che un posto chiamato così esista a Berlino. 

Nessun commento:

Posta un commento