lunedì 25 aprile 2011

Tempi morti 2 - il lato B del paradiso

22.04.2011

Per prima cosa compro un orologio. Sto perdendo la cognizione del tempo e non è come passeggiare sul mare. Ha un che di malsano farsi scorrere il tempo addosso, poiché trovarsi immersi in un magma indistinto di giorni che si susseguono l’uno uguale all’altro ne è la diretta e sinistra conseguenza. Ho meno tempo per scrivere rispetto ai primi giorni in cui le date erano quasi giornaliere. Ma non sarà un orologio a salvarmi, la fatidica domanda rimane sospesa nell’inerzia. Eppure mi contraddico: dico di aver conquistato il tempo, e l’ho già perso. Non riesco a controllarlo pur sapendo di averlo conquistato, dopo aver attraversato i sentieri della fine della storia. Dovevo immaginarlo, dai cimiteri nulla di vitale e di vitalmente utilizzabile viene fuori. Nihil novi, si dirà.
Prima di partire Hegel mi ha ammonito. Il tempo è come la morte, quando noi ci siamo lui non c’è, e quando c’è lui non ci siamo noi. Il paradosso sta nel dover continuare a vivere sentendo orientativamente il tempo, pur senza che esso sia veramente. Vivere nel morto, ecco cosa.
Posso prospettare un paio di possibilità, ma per tornare al pensiero logico e sistematico devo ricorrere all’enunciazione, seppur mi rendo conto che sia stilisticamente poco elegante. A proposito, stasera ho tradotto il Teatro di Marionette, a seguito della mia pomeridiana seconda visita a Kleist. Se dovessi tentare una di quelle letture per frasi chiave – come i grandi maestri sempre ingiungono di fare ai loro allievi – direi che a fondamento del saggio di Kleist sia quel “il Paradiso è chiuso col chiavistello e i Cherubini sono alle nostre spalle. Dobbiamo continuare a fare il nostro viaggio nel mondo per vedere se da qualche parte è aperto sul retro”. Tutto ciò per riconquistare l’innocenza originaria, quella che abbiamo perso nel terzo capitolo della Genesi, il capitolo che il primo ballerino sembra rimproverare anche noi lettori moderni di non aver letto abbastanza. E’ vero. Dobbiamo dolercene, se non l’abbiamo letto a fondo.
Ma torniamo al nostro tempo.  

Nessun commento:

Posta un commento