giovedì 4 agosto 2011

Diritto hippie

-5 settimane,  35 Berlin Days left

Pioggia e un bel mattone rosso: Jewish Law and Legal Theory, dove si parla delle obbligazioni naturali (con conseguente dovere morale e religioso di adempiere, altro che), della validità di un contratto con causa illecita o immorale - come si spiega che un sistema tanto eticamente fondato preveda dell'immorale proprio nel regno della libertà contrattuale? Ovvero: due brevi considerazioni sulla natura dei diritti e degli hippies.

1) "One cannot strike the words 'to have a right' from the modern legal dictionary, but it is definitely possible to exist without the words 'to be obliged'. Instead of them one could substitute the longer phrase 'may be coerced into fulfillment of the creditor's right'. Even with regard to the obligationes naturales, in so far they exist as archaich remnants of modern legal systems - the duties fulfillment of which cannot be coerced - the word duty is no more than a fiction". Insomma, Moshe Silberg vorrebbe suggerire che il nostro è un diritto da hippies, ecco cosa.


2) A proposito di hippies, l'altro giorno decido di uscire dal mio antro misantropico, vado all'università e toh, mi imbatto in un tizio che cammina in calzini bucati. Berlino è Hippieland, appunto, non che sia una novità; solo in questi giorni però ho sentito la parola 'hippie' contrapposta a 'fisico' - a volte le parole ci appaiono in coppia e capita di non essere capaci di scioglierle per un po'. Quell'imbranato di Leonard chiede a Sheldon (si parla di The Big Bang Theory, niente Bazinga) di dichiarare i propri sentimenti alla sua amica e lui: "Leonard, sono un fisico, non un hippie". Mi viene il dubbio che dopo l'incursione giuridica da cui il presente sproloquio ha preso le mosse non sia il caso di farne una fisica per arginare l'hippismo dilagante.

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